Cari amici oggi vi scrivo di un libro molto interessante, dal titolo “ l’uomo che allevava i gatti” di un autore cinese Mo Yan.
Questo scrittore contemporaneo nasce in un piccolo villaggio cinese nella regione dello Shadong nel 1955, nel ’76 l’autore si arruola nell’esercito, ancora oggi è un militare.
Il capovaloro di Mo Yan è il suo primo romanzo uscito in Italia solo nel ’94, “ Sorgo Rosso”; il film, tratto da questo libro, vince l’Orso d’Oro al festival cinematografico di Berlino nel 1988 e diventa un cult della nuova cinematografia cinese.
L’uomo che allevava i gatti è una raccolta di nove racconti brevi, viene tradotta in italiano nel 1997.
I racconti presenti nel libro hanno in comune alcuni elementi: la descrizione minuziosa e a tinte forti del paesaggio, che non è un elemento letterario secondario ma è in simbiosi con le vicende umane dei personaggi descritti, la civiltà contadina con le sue tradizioni arcaiche, la sua cultura intrisa di leggende e miti, i rapporti all’interno della famiglia patriarcale contadina, il tema della diversità.
Mo Yan è uno scrittore affascinante perché la sua arte letteraria si basa sulla rappresentazione del contrasto: la civiltà contadina e la moderna cina comunista, la famiglia patriarcale e la pianificazione delle nascite, la legenda, il mito e la magia e il razionalismo comunista, la diversità, l’emarginazione e l’omologazione degli individui tipica della società cinese moderna.
E’ una lettura che vi consiglio, personalmente leggerò appena possibile Sorgo Rosso.
Ariano Irpino 13-11-2011
Linda Iurato



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