a Grottaminarda per il libro di Saggese

Appuntamento a Grottaminarda, Sala Consiliare “Sandro Pertini”, il 22 gennaio, alle ore 17.30.

 

L’Amministrazione comunale di Grottaminarda

L’Università Popolare dell’Irpinia

Le sentinelle dell’Irpinia

la Casa editrice Delta 3 di Grottaminarda

presentano

il libro

di Paolo Saggese

“Crescita zero. L’Italia del Terzo Millennio vista da una provincia del Sud”

Delta 3 edizioni

 

Saluti

Giovanni Ianniciello, Sindaco di Grottaminarda

Michele Ciasullo, Presidente UPI

Silvio Sallicandro, Editore

 

Modera e introduce:

Michele Ciasullo, Presidente UPI e Sentinella dell’Irpinia

 

Intervengono:

Dario Meninno, RSU FIOM – CGIL

Giuseppe Matrominico, Dirigente UNLA

Alessandro Di Napoli, Critico letterario – Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud

Peppino Iuliano, Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud

Laura Mottola, Sentinelle dell’Irpinia

Costantino Lo Conte, Responsabile Comunicazione Sentinelle

Maria Teresa Di Paolo, UPI e Sentinelle dell’Irpinia

Antonio Morgante, Segretario UPI e Sentinella dell’Irpinia

Appuntamento a Grottaminarda, Sala Consiliare “Sandro Pertini”, il 22 gennaio, alle ore 17.30.

 

Paolo Saggese, Crescita zero. L’Italia del Terzo Millennio vista da una provincia del Sud, Delta 3 edizioni, Grottaminarda, 2011.

Il libro si caratterizza per un prologo introduttivo dell’autore, dal titolo La colpa è tutta nostra, in cui si sintetizza il senso del volume, che consiste in una riflessione accorata sulla crisi italiana, che è soprattutto crisi politica, civile, morale, etica, prima che finanziaria o economica, e che è frutto di una società, che ha smarrito l’idea del bene comune e di un progetto ideale, appunto l’Italia, dilaniata com’è da un volgare razzismo e da particolarismi anacronistici.

Seguono la Prefazione di Pino Aprile – che ha dedicato tra l’altro un intero capitolo del suo ultimo libro, Giù al Sud, Piemme 2011, al Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud, fondato da Giuseppe Iuliano e Paolo Saggese, grazie al sostegno di tanti intellettuali tra cui Alessandro Di Napoli, Franca Molinaro, Salvatore Salvatore, Alfonso Nannariello, Nicola Prebenna -, e la Premessa di Michele Ciasullo, Presidente dell’Università Popolare Irpina, e fondatore delle “Sentinelle dell’Irpinia”, nonché la Postfazione di Dario Meninno, RSU FIOM CGIL dell’Iribus – Iveco di Flumeri, che racconta la fine della battaglia degli operai in difesa del lavoro.

Il libro è strutturato in quattro capitoli.

Il primo, Poeti cafoni e meridionali criminali, è incentrato sulla damnatio memoriae della Poesia del Sud, la cui produzione novecentesca è persino esclusa dalle recenti Indicazioni nazionali emanate a seguito del riordino dei Licei (DPR 89/2010).

Il secondo capitolo, I giovani e la crisi, affronta il tema centrale della crisi etica prima che economica dell’Italia, e analizza il destino dei giovani meridionali condannati all’emigrazione, e il sostanziale fallimento delle politiche per l’industrializzazione soprattutto successive al terremoto del 23 novembre 1980. Uno spazio centrale è dedicato all’Irisbus e alla sua chiusura, documentata attraverso alcune riflessioni, che partono dai livelli internazionali per arrivare al locale.

Il terzo capitolo, Politici, è dedicato ai politici della Seconda Repubblica, così lontani da un “politico dei princìpi”, desanctisiano, che risponde al nome di Gerardo Bianco, la cui figura di uomo retto e coerente può essere un simbolo per una nuova scommessa, per nuove sfide, per una rigenerazione della politica.

L’ultimo capitolo, Intellettuali e cultura, con tra l’altro tre paragrafi dedicati ad Antonio La Penna, Giuseppe Iuliano e Franco Arminio, ripropone un’idea di intellettualità militante, che supera l’elitismo dorsiano per arrivare ad una visione della questione meridionale come questione di popolo. Soltanto una rivoluzione culturale collettiva può portare ad una nuova prospettiva per il Sud. In tale ottica, si colloca la nascita delle “Sentinelle dell’Irpinia”, cui è dedicata la parte conclusiva del libro, una Associazione, che è soprattutto un modo di essere, che vorrebbe fare di tutti gli Irpini attente Sentinelle in difesa del bene comune.

Il libro si chiude, quindi, con una pars construens, che consiste nella proposta di un civismo collettivo, che può rappresentare una svolta possibile per l’Irpinia, il Sud e l’Italia.

 

 

Nel libro corale di Paolo Saggese, introdotto da Pino Aprile e Michele Ciasullo, postfazione di Dario Meninno, si racconta l’Italia e l’Irpinia di questi anni, la crisi economica attuale, la fine della FIAT IRISBUS di Valle d’Ufita, la fuga dei giovani, che le Sentinelle dell’Irpinia cercano di arginare, invitando tutti gli Irpini a divenire Sentinelle.

Il libro, infatti, si chiude con la Lettera delle Sentinell

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